Hai la spirale e ti avvicini alla menopausa? Ecco quando toglierla, perché a volte conviene tenerla ancora un po’, se serve la contraccezione e come capire se la menopausa è arrivata.
Molte donne arrivano alla soglia della menopausa avendo la spirale in sede, e a un certo punto si pongono la stessa domanda: “quando devo toglierla? E serve ancora, ormai?”. È un dubbio più complesso di quanto sembri, perché la risposta dipende dal tipo di spirale, dall’età e dal fatto — non sempre facile da stabilire — se la menopausa sia arrivata o no. In questo articolo ti spiego quando togliere la spirale in menopausa, perché a volte conviene tenerla ancora un po’, se serve la contraccezione e come capire se il ciclo è finito davvero.
La spirale e la menopausa: due tipi, due comportamenti diversi
Il primo punto da chiarire è che esistono due tipi di spirale, che si comportano diversamente rispetto alla menopausa.
La spirale al rame non contiene ormoni: non interferisce con il ciclo naturale. Con questa in sede, le mestruazioni continuano a comparire finché le ovaie sono attive e si diradano naturalmente con l’avvicinarsi della menopausa. In pratica, non “nasconde” nulla.
La spirale ormonale (al progestinico) rilascia un ormone che rende le mestruazioni più leggere o le fa scomparire del tutto. Questo è comodo, ma crea un piccolo problema in questa fase: se non hai già il ciclo per via della spirale, diventa più difficile accorgerti che è arrivata la menopausa. Non maschera invece le vampate, perché non contiene estrogeni.
Serve ancora la contraccezione?
Come per la pillola, anche qui vale un principio spesso sottovalutato: finché la menopausa non è confermata, una gravidanza — pur molto improbabile — resta possibile. Quindi sì, la spirale continua a servire come contraccettivo fino a quel momento. In generale la contraccezione è consigliata fino a 12 mesi di assenza del ciclo dopo i 50 anni (più a lungo se si è più giovani), o comunque fino a un’età in cui la fertilità è considerata cessata. È lo stesso ragionamento che faccio nell’articolo su sospendere la pillola a 50 anni.
Perché a volte conviene NON toglierla subito
Ecco un aspetto poco conosciuto ma molto utile: spesso non c’è fretta di rimuovere la spirale. Anzi, in molti casi conviene tenerla.
Una spirale ormonale inserita dopo i 45 anni può in genere essere mantenuta fino alla conferma della menopausa, continuando a garantire contraccezione proprio nella fase in cui serve ancora ma la fertilità è bassa. Allo stesso modo, una spirale al rame inserita dopo i 40 anni può spesso restare in sede fino alla menopausa. Questo evita rimozioni e sostituzioni inutili in un periodo in cui il dispositivo sta già facendo bene il suo lavoro.
C’è però un aspetto pratico da considerare: con la spirale ormonale il ciclo spesso si riduce moltissimo o scompare del tutto, quindi non hai un ciclo naturale da osservare e non è possibile capire se la menopausa è arrivata. Per questo, in genere, intorno ai 50-52 anni valutiamo di rimuoverla e osservare se i cicli spontanei tornano, continuando però a proteggersi con un metodo di barriera durante questa fase di osservazione.
Se compaiono sintomi importanti e si valuta una terapia ormonale, la protezione dell’endometrio va scelta caso per caso: oggi esistono diverse opzioni – ad esempio l’associazione degli estrogeni con il bazedoxifene – da definire insieme in visita. Ne parlo nell’articolo sulla terapia ormonale sostitutiva in menopausa.
Come capire se la menopausa è arrivata, con la spirale in sede
Dipende, di nuovo, dal tipo di spirale.
Con la spirale al rame è semplice: le mestruazioni ci sono ancora, e la loro scomparsa per 12 mesi consecutivi segna la menopausa, come ricorda anche l’ISSalute.
Con la spirale ormonale, invece, l’assenza di ciclo potrebbe essere dovuta al dispositivo stesso, non alla menopausa. In questo caso ci si basa sull’età, sui sintomi (come le vampate di calore) e, quando serve, su un dosaggio dell’FSH. Qui c’è una differenza importante rispetto alla pillola combinata: il progestinico della spirale non altera l’FSH, quindi questo esame resta utilizzabile per aiutare a capire se la menopausa è arrivata. È un vantaggio pratico non da poco.
Quando rimuoverla definitivamente
Riassumendo, la spirale va tolta quando:
- la menopausa è confermata e la contraccezione non serve più;
- il dispositivo è scaduto (e non lo si sostituisce perché non più necessario);
- compaiono effetti indesiderati o motivi clinici che ne consigliano la rimozione;
- si preferisce, valutandolo insieme, un’altra strategia per i sintomi della menopausa.
Se hai già segnali di transizione, può esserti utile l’articolo sui primi segnali della perimenopausa, e quello su quando fare la prima visita in menopausa.
E la rimozione fa male?
È il timore più comune, ma la rimozione della spirale è una procedura rapida e in genere poco fastidiosa: qualche secondo, simile a un crampo mestruale. Ne parlo in dettaglio nell’articolo su se togliere la spirale fa male, mentre per il quadro completo della procedura trovi l’articolo su rimozione della spirale IUD.
In conclusione
Togliere la spirale in menopausa non è quasi mai un’urgenza: spesso la scelta migliore è tenerla fino alla conferma della menopausa, sfruttando la contraccezione che ancora offre. La decisione dipende dal tipo di dispositivo, dalla tua età e dai tuoi sintomi, e va presa insieme, senza rimozioni affrettate né timori. Mi occupo di contraccezione a Palermo e di Menopausa e benessere femminile: se hai la spirale e ti avvicini a questa fase, possiamo pianificare insieme il momento e il modo giusti per te.
Fonti: ISSalute – Menopausa: disturbi e cure; ISSalute – Contraccezione e metodi contraccettivi; Manuale MSD (versione per i pazienti) – Metodi contraccettivi ormonali.

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Sono la Dott.ssa Maria Vullo, ginecologa specializzata in ostetricia, ginecologia e medicina della riproduzione.
Mi occupo della salute della donna in ogni fase della vita, con un approccio basato sull’ascolto, sulla chiarezza e su percorsi personalizzati.







