La vaginosi batterica è tra i disturbi intimi più comuni, ma viene spesso confusa con la candida e curata nel modo sbagliato. Ecco come riconoscerla e come si affronta.
C’è un sintomo di cui le pazienti fanno molta fatica a parlare, e che spesso viene raccontato solo alla fine della visita, a voce bassa: un odore intenso, sgradevole, che viene descritto come “di pesce”.
Voglio dire subito la cosa più importante: non è una questione di igiene. Anzi, in molti casi il problema nasce proprio da un’igiene troppo aggressiva. Quel sintomo è tipico della vaginosi batterica, uno dei disturbi intimi più frequenti in assoluto e uno dei più spesso curati nel modo sbagliato.
Che cos’è la vaginosi batterica
Non è un’infezione “presa” dall’esterno nel senso classico del termine. È uno squilibrio della flora vaginale.
In condizioni normali la vagina è popolata da lattobacilli, batteri “buoni” che mantengono l’ambiente acido e lo proteggono. Nella vaginosi batterica questi lattobacilli si riducono e prendono il sopravvento batteri di tipo anaerobio, tra cui il più noto è la Gardnerella vaginalis — motivo per cui molte pazienti la chiamano semplicemente “gardnerella”.
Il risultato è che l’ambiente perde la sua acidità protettiva. È esattamente il meccanismo che spiego nell’articolo sull’igiene intima: quando si altera quell’equilibrio, la porta resta aperta.
Un dato che sorprende sempre: in circa la metà dei casi la vaginosi batterica non dà alcun sintomo e passa inosservata, senza conseguenze.
I sintomi
Quando invece si manifesta, i segni tipici sono:
- perdite fluide, di colore grigiastro o biancastro, generalmente abbondanti e omogenee;
- un odore intenso e sgradevole, descritto come “di pesce”, che tipicamente peggiora dopo i rapporti sessuali e durante il ciclo mestruale;
- una possibile irritazione vaginale, in genere modesta.
Quello che di solito non c’è è il prurito violento. Ed è proprio questo il dettaglio che permette di distinguerla dalla candida.
Vaginosi o candida? Come distinguerle
È la confusione più frequente, e ha conseguenze pratiche importanti perché le due condizioni si curano con farmaci completamente diversi.
| Candida | Vaginosi batterica | |
|---|---|---|
| Perdite | Bianche, dense, “tipo ricotta” | Fluide, grigiastre, omogenee |
| Odore | Assente | Intenso, “di pesce” |
| Prurito | Molto intenso | Scarso o assente |
| Bruciore | Frequente, anche esterno | Modesto |
| Cura | Antimicotici | Antibiotici |
Trovi il quadro completo della candida in candida vaginale: sintomi, cura e come prevenirla.
Qui sta il punto su cui insisto sempre: l’antimicotico da banco, quello che tutte hanno in casa, sulla vaginosi batterica non funziona. Usarlo significa non risolvere nulla e ritardare la cura corretta di una o due settimane, mentre i sintomi peggiorano. È il motivo per cui l’autodiagnosi, in questo campo, fa più danni che benefici.
Vale anche il contrario: perdite anomale possono dipendere da altre cause, comprese alcune infezioni sessualmente trasmesse che richiedono terapie specifiche. Per orientarti sui sintomi, può aiutarti perdite vaginali: quando preoccuparsi.
Cosa favorisce la vaginosi batterica
I fattori che alterano l’equilibrio della flora vaginale sono in gran parte gli stessi che elenco parlando di igiene intima:
- le lavande vaginali interne fatte di propria iniziativa, che rimuovono i lattobacilli protettivi: sono forse il fattore più importante e più sottovalutato;
- saponi profumati, deodoranti intimi e detergenti aggressivi;
- il fumo di sigaretta;
- i cambiamenti nell’attività sessuale, come un nuovo partner o più partner: lo sperma ha un pH alcalino e può contribuire a spostare l’equilibrio;
- le terapie antibiotiche, che riducono anche la flora buona;
- le variazioni ormonali e il periodo mestruale.
Una precisazione utile: la vaginosi batterica non è considerata una malattia a trasmissione sessuale in senso stretto — può comparire anche in donne che non hanno rapporti — ma l’attività sessuale può influenzarne la comparsa.
Come si fa la diagnosi
La diagnosi si basa sulla visita ginecologica, in cui valuto l’aspetto e le caratteristiche delle perdite, e quando serve su un tampone vaginale che identifica con precisione il microrganismo responsabile.
È un passaggio che vale la pena fare, soprattutto se i disturbi tornano: dato che i sintomi di candida, vaginosi e altre forme si somigliano, solo l’accertamento permette di impostare la terapia giusta al primo tentativo.
La cura
La vaginosi batterica si cura con antibiotici: nella maggior parte dei casi per bocca, talvolta per via vaginale. La scelta del farmaco, della dose e della durata è medica e richiede la prescrizione — non esistono rimedi da banco equivalenti.
Due raccomandazioni che faccio sempre:
Completa il ciclo di terapia, anche se i sintomi migliorano dopo due giorni. L’interruzione anticipata è una delle cause più comuni di recidiva.
Durante la cura, se stai usando una terapia locale, preferisci gli assorbenti esterni ai tamponi interni, e usa il preservativo alla ripresa dei rapporti.
Sul trattamento del partner: nella vaginosi batterica non è indicato di routine, a differenza di quanto avviene per altre infezioni. È una domanda che ricevo spesso e la risposta, in questo caso, è rassicurante.
Le recidive: il problema vero
Molte pazienti arrivano in studio non per il primo episodio, ma perché il disturbo torna regolarmente. È la situazione più frustrante e anche la più fraintesa: non significa che la cura non funzioni, significa che l’equilibrio della flora si ricostituisce con difficoltà.
In questi casi l’approccio non può essere solo “un altro antibiotico”. Serve lavorare su tre fronti: eliminare i fattori che riaprono la porta (lavande, detergenti sbagliati, fumo), valutare un supporto con probiotici specifici per favorire il ripopolamento dei lattobacilli, e a volte impostare schemi terapeutici più prolungati.
Ne parlo più diffusamente in infezioni vaginali ricorrenti.
In gravidanza
Se sei in gravidanza e noti perdite anomale o un odore insolito, parlane senza aspettare. Le vaginosi in gravidanza vanno valutate e curate sempre sotto controllo medico, sia per la scelta dei farmaci compatibili sia perché in questa fase l’attenzione va alzata.
Non è un motivo per allarmarsi: è un motivo per non gestirla da sole con prodotti presi in farmacia. Il percorso di assistenza è descritto nella pagina su ostetricia e gravidanza a Palermo.
Quando prenotare una visita
Conviene farsi vedere se:
- le perdite cambiano colore, quantità o odore;
- compare bruciore o dolore ai rapporti — ne parlo in bruciore intimo: cause e quando fare una visita;
- hai già provato prodotti da banco senza risultato;
- il disturbo si ripresenta più volte nell’anno;
- sei in gravidanza.
Come la affronto nel mio studio a Palermo
Nella visita faccio tre cose: identifico la causa (con tampone quando serve, per non curare “a occhio”), imposto la terapia mirata e — soprattutto nei casi ricorrenti — ricostruisco insieme a te le abitudini quotidiane, perché è lì che spesso si nasconde il motivo per cui il problema torna.
Puoi partire da una visita ginecologica, che possiamo integrare con gli accertamenti necessari nello stesso appuntamento. Trovi il quadro dei controlli anche nella pagina sulla prevenzione ginecologica a Palermo.
Domande frequenti
La vaginosi batterica è una malattia sessualmente trasmessa?
Non in senso stretto: può comparire anche in assenza di rapporti, perché dipende da uno squilibrio della flora vaginale. L’attività sessuale può però influenzarne la comparsa.
Come faccio a distinguerla dalla candida?
La vaginosi dà perdite fluide grigiastre con odore intenso e poco prurito; la candida dà perdite bianche e dense con prurito e bruciore molto forti e senza odore. Nel dubbio serve la visita, perché le terapie sono diverse.
Posso curarla con l’antimicotico che uso per la candida?
No. La vaginosi richiede antibiotici: l’antimicotico non ha effetto e ritarda la cura corretta.
Devo trattare anche il mio partner?
Nella vaginosi batterica il trattamento del partner non è indicato di routine.
Perché mi torna sempre?
Perché l’equilibrio della flora vaginale si ricostituisce con difficoltà. Nei casi ricorrenti servono la correzione delle abitudini (in particolare lavande e detergenti), un eventuale supporto con probiotici e a volte schemi di terapia più prolungati.
È pericolosa in gravidanza?
Va sempre valutata e curata dal medico, che sceglierà i farmaci compatibili. Non va gestita da sole con prodotti da banco.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità – ISSalute, Vaginite
- Istituto Superiore di Sanità – ISSalute, Candidosi (candidiasi)
- Istituto Superiore di Sanità – ISSalute, Infezioni sessualmente trasmesse (IST)

Hai dubbi sulla tua salute ginecologica?
Sono la Dott.ssa Maria Vullo, ginecologa specializzata in ostetricia, ginecologia e medicina della riproduzione.
Mi occupo della salute della donna in ogni fase della vita, con un approccio basato sull’ascolto, sulla chiarezza e su percorsi personalizzati.







