Nell’igiene intima “più pulito” non significa “più sano”: molti disturbi ricorrenti nascono proprio da abitudini sbagliate. Ecco cosa fare davvero e quali errori evitare.
L’igiene intima è uno degli argomenti su cui ricevo più domande, e anche uno di quelli su cui circolano più convinzioni sbagliate. La più diffusa è anche la più dannosa: credere che più ci si lava, meglio è.
Nella pratica succede spesso il contrario. Una buona parte delle irritazioni, dei bruciori e delle infezioni ricorrenti che vedo in studio non nasce da poca igiene, ma da un’igiene eccessiva o fatta con i prodotti sbagliati.
La vagina si pulisce da sola
Partiamo dal punto che cambia tutto il resto. L’ambiente vaginale non è sterile: ospita normalmente una flora batterica “buona”, i cosiddetti bacilli di Döderlein (lattobacilli), che mantengono il pH acido e proteggono dalle aggressioni esterne.
Quell’acidità è un sistema di difesa naturale, ed è anche il motivo per cui le perdite biancastre, senza prurito né bruciore, sono normali durante tutto il ciclo mestruale e non vanno interpretate come segno di malattia o di scarsa pulizia. Ne parlo più diffusamente in perdite vaginali: quando preoccuparsi.
Quando si aggredisce questo equilibrio con prodotti sbagliati, i lattobacilli si riducono e lasciano spazio ad altri microrganismi. È così che nascono candida e vaginosi.
Si lava la vulva, non la vagina
È la distinzione più importante di tutto l’articolo, e quasi nessuno la conosce.
La vulva è la parte esterna: grandi e piccole labbra, clitoride, l’ingresso vaginale. È quella che si lava.
La vagina è il canale interno. Non va lavata: si pulisce da sola. Ogni tentativo di “pulirla” dall’interno non fa che rimuovere la flora protettiva.
Gli errori più comuni
1. Le lavande vaginali interne. Sono in cima alla lista. L’uso abituale di irrigazioni vaginali è un’abitudine sbagliata riconosciuta come causa di irritazioni e infiammazioni. Rimuovono la flora buona e alterano il pH, aumentando il rischio di infezioni proprio in chi le usa per prevenirle. Discorso diverso per le lavande medicate prescritte dal medico come parte di una terapia: quelle hanno un’indicazione precisa e una durata limitata.
2. Saponi profumati, deodoranti intimi e salviettine profumate. I prodotti profumati e i deodoranti per l’igiene intima sono tra le cause riconosciute di irritazione dei genitali esterni. La vulva non ha bisogno di profumo: se c’è un odore davvero anomalo, quello è un sintomo da valutare, non da coprire.
3. Lavarsi troppo spesso. Due volte al giorno sono più che sufficienti. Lavaggi ripetuti, magari con prodotti aggressivi, seccano la mucosa e riducono le difese.
4. Ammorbidenti e detersivi profumati per la biancheria. Sembra un dettaglio, ma i residui restano a contatto con la pelle tutto il giorno e sono una causa nota di vulviti irritative.
5. Biancheria sintetica, aderente e salvaslip quotidiani. Trattengono umidità e calore, cioè l’ambiente ideale per candida e batteri. Il salvaslip usato tutti i giorni “per sicurezza” è uno degli errori che vedo più spesso.
6. Restare a lungo con costume bagnato o abbigliamento sportivo sudato. Stessa logica: umidità prolungata.
7. La depilazione totale e aggressiva. I peli hanno una funzione protettiva; ceretta e rasoio creano microtraumi che facilitano l’ingresso di germi. Non è vietato depilarsi, ma conviene farlo con delicatezza e su pelle sana.
Come lavarsi, in pratica
Le indicazioni corrette sono semplici e poche:
- Detergente delicato a pH acido, specifico per l’igiene intima, senza profumazioni.
- Una o due volte al giorno, solo esternamente, con le mani pulite (meglio delle spugne, che trattengono germi).
- Sempre dall’avanti verso l’indietro, dalla vulva verso l’ano e mai al contrario: è la regola che riduce il passaggio di batteri intestinali verso vagina e uretra, uno dei meccanismi alla base della cistite ricorrente.
- Asciugare bene, tamponando, con un asciugamano dedicato.
- Biancheria di cotone, non aderente, cambiata ogni giorno.
Durante il ciclo, dopo i rapporti, in menopausa
Durante le mestruazioni conviene cambiare assorbente o coppetta con regolarità, senza superare le ore indicate. In caso di terapia locale in corso è preferibile usare assorbenti esterni invece dei tamponi interni.
Dopo i rapporti è utile urinare: aiuta a ridurre il rischio di cistite. Non serve invece alcun lavaggio “speciale”. Ricorda che il preservativo resta l’unico metodo che protegge dalle infezioni sessualmente trasmesse.
In menopausa cambia tutto: la riduzione degli estrogeni assottiglia la mucosa e riduce l’acidità, con secchezza e maggiore fragilità. Servono detergenti ancora più delicati e, spesso, prodotti idratanti specifici. Ne parlo in secchezza vaginale: cause e sintomi.
E i fermenti lattici (probiotici)?
Possono avere un ruolo di supporto, per esempio dopo una terapia antibiotica, che è una delle condizioni che favoriscono la candida. Ma non sono una soluzione universale né un sostituto della diagnosi: prenderli “a caso” ogni volta che si avverte un fastidio significa spesso rimandare l’identificazione della vera causa.
Quando l’igiene non basta e serve una visita
L’igiene corretta previene molto, ma non tutto. Prenota una visita se compaiono:
- prurito o bruciore persistenti — ne parlo in bruciore intimo: cause e quando fare una visita;
- perdite abbondanti, di colore anomalo o con cattivo odore;
- dolore durante i rapporti o quando urini;
- disturbi che tornano più volte l’anno: è la situazione che merita più attenzione, perché va capito il meccanismo che li ripropone. Ne parlo in infezioni vaginali ricorrenti e in candida vaginale: sintomi e cura.
Un consiglio che ripeto sempre: evita l’autodiagnosi. Candida, vaginosi batterica e altre forme danno sintomi simili ma richiedono terapie diverse. Usare l’antimicotico da banco per una vaginosi batterica non risolve nulla e ritarda la cura giusta.
Come ne parliamo nel mio studio a Palermo
Nelle visite dedico sempre qualche minuto alle abitudini quotidiane, perché in caso di disturbi ricorrenti la soluzione spesso non è un altro farmaco, ma correggere due o tre gesti che sembravano innocui.
Durante la visita ginecologica valutiamo la situazione, se serve eseguiamo gli accertamenti mirati per identificare la causa esatta e definiamo insieme una routine sostenibile, adatta alla tua fase di vita. Trovi il quadro dei controlli nella pagina sulla prevenzione ginecologica a Palermo.
Domande frequenti
Le lavande vaginali fanno bene?
No, se usate abitualmente di propria iniziativa: rimuovono la flora protettiva e favoriscono le infezioni. Vanno usate solo quando prescritte dal medico, per un periodo definito.
Quante volte al giorno devo lavarmi?
Una o due volte al giorno sono sufficienti. Lavaggi più frequenti tendono a irritare e a seccare la mucosa.
Che detergente devo usare?
Un detergente delicato a pH acido, senza profumazioni né deodoranti. Meglio evitare i saponi comuni e i prodotti profumati.
È normale avere perdite bianche?
Sì. Perdite biancastre non associate a prurito, bruciore o cattivo odore sono normali durante il ciclo. Diventano un segnale da valutare se cambiano colore, quantità o odore.
Il salvaslip tutti i giorni è un problema?
Sì, se usato di routine: trattiene umidità e calore e favorisce irritazioni e candida. Meglio riservarlo alle occasioni in cui serve davvero.
La depilazione integrale aumenta le infezioni?
Può favorirle, perché i microtraumi della rasatura o della ceretta facilitano l’ingresso di germi. Non è vietata, ma va fatta con delicatezza e mai su pelle già irritata.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità – ISSalute, Vaginite
- Istituto Superiore di Sanità – ISSalute, Candidosi (candidiasi)
- Istituto Superiore di Sanità – ISSalute, Infezioni urinarie

Hai dubbi sulla tua salute ginecologica?
Sono la Dott.ssa Maria Vullo, ginecologa specializzata in ostetricia, ginecologia e medicina della riproduzione.
Mi occupo della salute della donna in ogni fase della vita, con un approccio basato sull’ascolto, sulla chiarezza e su percorsi personalizzati.







