Adenomiosi: quando il dolore mestruale ha una causa precisa

Mestruazioni molto abbondanti e dolorose non sono sempre “normali”: a volte dipendono dall’adenomiosi, una condizione benigna dell’utero che si riconosce con un’ecografia.

Ginecologa mostra a una paziente l'ecografia dell'utero durante il consulto

Ci sono donne che convivono per anni con mestruazioni che le mettono fuori uso. Flussi così abbondanti da dover cambiare protezione ogni ora, dolore che non passa con l’antidolorifico, giorni in cui l’unica opzione è restare a letto. E ogni volta la stessa spiegazione: sei sfortunata, in famiglia siamo tutte così, con il tempo passerà.

A volte è davvero così. Altre volte c’è una causa precisa, che ha un nome e che si riconosce con un’ecografia. Una di queste è l’adenomiosi.

Non è una malattia rara né grave, ma è sottodiagnosticata: viene spesso confusa con altro o semplicemente non cercata, perché il dolore mestruale continua a essere considerato un destino invece che un sintomo.


Che cos’è, in parole semplici

L’utero ha due componenti principali: un rivestimento interno, l’endometrio, che si sfalda ogni mese dando origine alla mestruazione, e una parete muscolare spessa, il miometrio, che lo circonda.

Nell’adenomiosi il tessuto endometriale si infiltra dentro la parete muscolare, dove normalmente non dovrebbe trovarsi. Quel tessuto continua a comportarsi come farebbe nella sua sede naturale: risponde agli ormoni, si ispessisce e sanguina a ogni ciclo. Ma trovandosi intrappolato nel muscolo, non ha una via d’uscita.

Il risultato è un utero che diventa più grande, più congestionato e dolente, con contrazioni più intense. Da qui i due sintomi principali: sanguinamento abbondante e dolore.


Come si manifesta

I disturbi tipici, come descrive anche il Manuale MSD nella scheda dedicata all’adenomiosi uterina, sono le mestruazioni molto abbondanti, il dolore mestruale intenso e il dolore pelvico.

Nella pratica si presentano così.

Il flusso diventa più copioso e spesso più lungo, a volte con coaguli. È un cambiamento che avviene in modo graduale, e proprio per questo passa inosservato: si perde il metro di paragone con com’era prima. Se ti riconosci in questo, ne ho scritto in flusso mestruale abbondante.

Il dolore tende a peggiorare negli anni e a non rispondere bene agli antidolorifici comuni. Spesso comincia qualche giorno prima del ciclo e prosegue oltre. È il segnale che distingue di più: un dolore che era gestibile e non lo è più merita attenzione, e ne ho parlato in dolori mestruali forti: quando non sono normali.

Alcune donne riferiscono anche una sensazione di peso nel basso ventre o un aumento della circonferenza addominale, dovuti all’ingrossamento dell’utero.

L’adenomiosi si osserva più spesso dopo i quarant’anni e in donne che hanno avuto gravidanze, ma non è una regola: può comparire prima. E i disturbi tendono a ridursi o scomparire con la menopausa, quando viene meno lo stimolo ormonale.


Non è la stessa cosa dei fibromi

È la confusione più frequente, anche perché i sintomi si somigliano.

I fibromi sono formazioni distinte, delimitate, che crescono dentro o sulla parete dell’utero: all’ecografia si vedono come noduli con un contorno riconoscibile, e si possono contare e misurare. Ne ho scritto in fibromi uterini: sintomi e diagnosi.

L’adenomiosi invece non forma noduli: è diffusa nello spessore del muscolo, che appare complessivamente ispessito e disomogeneo. Non c’è qualcosa da togliere, c’è una parete che si comporta diversamente.

Le due condizioni possono anche coesistere nella stessa persona, e questo spiega perché a volte rimuovere un fibroma non risolva del tutto i sintomi.

Esiste poi una parentela con l’endometriosi — in entrambe il tessuto endometriale si trova dove non dovrebbe — ma sono condizioni distinte, con sedi e comportamento diversi.


Come si arriva alla diagnosi

Il sospetto nasce già durante la visita. Un utero ingrossato, di forma arrotondata e più dolente alla pressione è il quadro che orienta.

La conferma arriva con l’ecografia transvaginale, che permette di riconoscere segni caratteristici nello spessore della parete uterina. In mani esperte l’ecografia è oggi molto affidabile: fino a qualche anno fa l’adenomiosi si diagnosticava quasi solo dopo un intervento, mentre oggi si individua durante un normale controllo. Se non hai chiaro come funziona, trovi il dettaglio in ecografia ginecologica: a cosa serve.

Nei casi dubbi, o quando serve un quadro più completo, si può ricorrere alla risonanza magnetica pelvica.


Cosa si può fare

Non esiste una cura che elimini l’adenomiosi conservando l’utero, ma esistono diversi modi efficaci per controllarne i sintomi — che poi è ciò che cambia davvero la qualità della vita.

L’approccio più comune agisce sull’equilibrio ormonale, riducendo lo stimolo che provoca il sanguinamento e il dolore. Rientrano in questa categoria alcune formulazioni contraccettive e, molto spesso, la spirale ormonale, che rilascia il progestinico direttamente nell’utero e in molte donne riduce sensibilmente il flusso. Se non conosci come funziona, ne ho scritto in inserimento della spirale IUD.

Sul versante del dolore si utilizzano antinfiammatori, con schemi che funzionano meglio se impostati prima della comparsa del sintomo anziché quando è già presente — come ricorda anche il Manuale MSD a proposito dei crampi mestruali.

Nei casi in cui i sintomi restino invalidanti nonostante le terapie, e quando non c’è desiderio di gravidanza, si può valutare l’intervento chirurgico. È una decisione che si prende insieme, dopo aver percorso le altre strade.

Va detto anche che l’adenomiosi può avere un ruolo nella difficoltà a ottenere una gravidanza, perché interferisce con l’impianto. Se stai cercando un figlio e i tuoi cicli sono di questo tipo, è un elemento da mettere sul tavolo fin dall’inizio — trovi un quadro generale in difficoltà a rimanere incinta: quando fare i controlli.


Il punto che vorrei restasse

Se ogni mese perdi giorni di vita a causa delle mestruazioni, quella non è la tua normalità: è un sintomo, e i sintomi si indagano.

L’adenomiosi non è pericolosa e non è una diagnosi che debba spaventare. Ma darle un nome cambia la prospettiva: si smette di pensare di essere fragili o esagerate, e si comincia a ragionare su cosa fare. Nella mia esperienza è proprio questo passaggio — dal “sono fatta così” al “so cos’ho” — la parte che le donne raccontano come più liberatoria.


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Se le tue mestruazioni sono diventate più abbondanti o più dolorose nel tempo, una visita ginecologica a Palermo con ecografia permette di capire se dietro ci sia una causa precisa.

 

Fonti

Hai dubbi sulla tua salute ginecologica?

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Sono la Dott.ssa Maria Vullo, ginecologa specializzata in ostetricia, ginecologia e medicina della riproduzione.
Mi occupo della salute della donna in ogni fase della vita, con un approccio basato sull’ascolto, sulla chiarezza e su percorsi personalizzati.