Non tutte le perdite in gravidanza sono uguali. Ecco quali sono normali, quali possono indicare un’infezione e quali — sangue o liquido — richiedono di contattare subito il medico.
Poche cose mettono in ansia una donna incinta come notare delle perdite. È una reazione comprensibile: in gravidanza si è naturalmente più attente a ogni segnale del corpo. La buona notizia è che la maggior parte delle perdite in gravidanza è del tutto normale. Alcune, però, meritano attenzione, e altre ancora richiedono di contattare subito il medico. Saper distinguere i tre casi ti permette di vivere questi mesi con più serenità e di reagire nel modo giusto al momento giusto. In questo articolo ti spiego, con chiarezza e senza allarmismi, quando le perdite sono fisiologiche e quando invece è il caso di intervenire.
Le perdite normali: la leucorrea gravidica
Durante la gravidanza è del tutto fisiologico un aumento delle perdite vaginali biancastre o trasparenti, la cosiddetta leucorrea. È dovuto all’incremento degli estrogeni e del flusso di sangue verso la zona genitale, e ha anche una funzione protettiva, aiutando a difendere l’ambiente vaginale dalle infezioni.
Come riconoscere le perdite normali? In genere sono:
- di colore bianco latte o trasparenti;
- inodori o con odore molto tenue;
- non associate a prurito, bruciore o dolore.
Se le tue perdite hanno queste caratteristiche, con ogni probabilità sono fisiologiche e non c’è motivo di preoccuparsi. Può aiutare indossare biancheria di cotone e mantenere una buona igiene intima, senza però eccedere con lavaggi aggressivi o lavande interne, che alterano l’equilibrio naturale. Il tema delle perdite in generale, anche fuori dalla gravidanza, lo approfondisco nell’articolo su quando le perdite vaginali sono normali e quando fare una visita.
Quando le perdite indicano un’infezione
Le perdite cambiano aspetto quando è in corso un’infezione, evenienza tutt’altro che rara in gravidanza, quando le difese locali si modificano. I segnali da non ignorare sono:
- perdite di colore giallo, verdastro o grigiastro;
- odore sgradevole o intenso;
- prurito, bruciore o irritazione intima;
- aspetto denso “a ricotta” (tipico della candida) o molto fluido.
Le due situazioni più comuni sono la candida e la vaginosi batterica. Non sono in genere pericolose, ma vanno trattate, sia per il tuo benessere sia perché alcune infezioni, se trascurate, possono avere ripercussioni sulla gravidanza. La regola è semplice: non curarti da sola con prodotti presi di iniziativa, ma parlarne con il medico, che indicherà la terapia sicura in gravidanza. Se soffri spesso di questi disturbi, può interessarti anche l’articolo sulle infezioni vaginali ricorrenti.

Le perdite di sangue: da valutare sempre
Qui il messaggio deve essere chiaro: qualsiasi perdita di sangue in gravidanza va segnalata al medico e valutata, anche quando è modesta. Questo non significa che sia sempre un problema grave – anzi, in molti casi non lo è – ma è una di quelle situazioni in cui è giusto farsi vedere invece di aspettare.
Nel primo trimestre, un piccolo sanguinamento può avere cause benigne, come una lieve perdita da impianto; tuttavia può anche essere il segnale di una minaccia d’aborto o, più raramente, di una gravidanza extrauterina, che va esclusa con tempestività. Per questo un sanguinamento nelle prime settimane merita sempre una valutazione, soprattutto se accompagnato da dolore addominale o crampi.
Nel secondo e terzo trimestre, una perdita di sangue va presa ancora più sul serio e valutata con urgenza, perché può essere legata a condizioni della placenta che richiedono attenzione immediata.
Rivolgiti quindi al medico se noti sangue, e recati al pronto soccorso o contatta con urgenza il tuo riferimento se il sanguinamento è abbondante, di colore rosso vivo, o accompagnato da dolore intenso.
Le perdite di liquido: attenzione alla rottura delle acque
Un terzo tipo di perdita da saper riconoscere è quella di liquido acquoso. Una fuoriuscita di liquido chiaro, improvvisa e abbondante, oppure un gocciolamento continuo che bagna la biancheria, può indicare la rottura delle membrane (la “rottura delle acque”). Se avviene a termine di gravidanza è parte del percorso verso il parto; se avviene prima del termine, invece, è una situazione da valutare con urgenza, perché espone a rischi il bambino.
Non sempre è facile distinguere questo liquido da una perdita di urina, frequente in gravidanza per la pressione sulla vescica: in caso di dubbio, la cosa giusta è farsi valutare, perché solo un controllo può chiarire di cosa si tratti. Nel dubbio, meglio una verifica in più.
I segnali per cui contattare subito il medico
Riassumo qui i campanelli d’allarme che richiedono di non aspettare:
- perdite di sangue, in qualunque trimestre;
- perdita di liquido acquoso, soprattutto prima del termine;
- perdite maleodoranti o associate a febbre, che possono indicare un’infezione da trattare;
- perdite accompagnate da dolore addominale intenso o contrazioni;
- nel terzo trimestre, riduzione o assenza dei movimenti del bambino.
In tutti questi casi è giusto contattare il proprio ginecologo o l’ostetrica, o recarsi in ospedale. Meglio una valutazione “inutile” che un problema trascurato.
Cosa fare (e non fare) nel frattempo
Se noti una perdita che ti mette in dubbio, può aiutarti osservarne le caratteristiche prima di chiamare: colore, quantità, odore e la presenza di altri sintomi come dolore o febbre. Sono informazioni preziose per chi ti valuterà. Evita di usare tamponi interni e di ricorrere a farmaci o ovuli di tua iniziativa. E soprattutto, cerca di non farti prendere dal panico: la maggior parte delle perdite ha una spiegazione semplice, e chiedere significa proprio togliersi il dubbio.
Avere un punto di riferimento chiaro a cui rivolgersi è uno dei motivi per cui i controlli regolari e una buona prima visita contano tanto: ne parlo nell’articolo su quando fare la prima visita in gravidanza, utile fin dalle prime settimane insieme alla lettura sui primi sintomi di gravidanza.
In conclusione
Le perdite in gravidanza sono quasi sempre un fenomeno normale, legato ai cambiamenti fisiologici di questi mesi. Imparare a distinguere quelle innocue da quelle che segnalano un’infezione, e soprattutto riconoscere i segnali di allarme – sangue e liquido acquoso su tutti – ti permette di vivere la gravidanza con più tranquillità e di reagire prontamente quando serve. Nel dubbio, la risposta giusta è sempre la stessa: chiedere. Mi occupo di ostetricia e gravidanza a Palermo e accompagno le future mamme lungo tutto il percorso, anche per sciogliere quei dubbi che, soprattutto le prime volte, è più che normale avere.
Se le perdite ti preoccupano, non aspettare il controllo già in programma. Fuori dalla gravidanza, per lo stesso tipo di dubbio il riferimento è la visita ginecologica.
Fonti: ISSalute – Gravidanza: controlli, disturbi e suggerimenti; EpiCentro – Istituto Superiore di Sanità, Linee guida Gravidanza fisiologica.

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Sono la Dott.ssa Maria Vullo, ginecologa specializzata in ostetricia, ginecologia e medicina della riproduzione.
Mi occupo della salute della donna in ogni fase della vita, con un approccio basato sull’ascolto, sulla chiarezza e su percorsi personalizzati.







