L’ecografia del terzo trimestre serve a controllare crescita, posizione e benessere del bambino nelle ultime settimane di gravidanza. Scopri quando farla e cosa aspettarti.
L’ecografia del terzo trimestre rappresenta uno degli ultimi controlli fondamentali della gravidanza. Si esegue generalmente tra la 30ª e la 34ª settimana e consente di valutare la crescita del bambino, la posizione all’interno dell’utero e il benessere complessivo della gravidanza in vista del parto.
Durante i mesi precedenti, la futura mamma ha già affrontato esami importanti, come l’ecografia del primo trimestre, che serve a confermare la gravidanza e stabilire l’epoca gestazionale, e i test prenatali non invasivi, utili per valutare il rischio di alcune anomalie cromosomiche. L’ecografia del terzo trimestre completa questo percorso di controlli, offrendo informazioni preziose sulle condizioni del bambino nelle settimane che precedono la nascita.
Si tratta quindi di un esame molto atteso, non solo dal punto di vista medico, ma anche emotivo: è uno degli ultimi momenti in cui è possibile osservare il bambino prima del parto.
A cosa serve l’ecografia del terzo trimestre
Nel terzo trimestre il bambino è ormai completamente formato e la sua crescita diventa l’elemento principale da monitorare. In queste settimane, infatti, il feto aumenta rapidamente di peso e si prepara alla vita extrauterina.
L’ecografia consente al ginecologo di controllare diversi aspetti importanti:
- la crescita fetale e il peso stimato
- la posizione del bambino nell’utero
- la quantità di liquido amniotico
- la posizione e l’aspetto della placenta
- i movimenti e l’attività cardiaca fetale
Questi elementi permettono di capire se la gravidanza procede regolarmente o se è necessario programmare controlli più ravvicinati.
Quando si esegue
Il periodo consigliato
L’ecografia del terzo trimestre viene generalmente eseguita tra la 30ª e la 34ª settimana di gravidanza. In questo intervallo è possibile valutare con precisione:
- la crescita fetale
- la quantità di liquido amniotico
- la posizione del bambino
In alcune situazioni il ginecologo può consigliare di anticipare o ripetere l’ecografia. Questo avviene, ad esempio, nelle gravidanze considerate a rischio o quando si presentano condizioni come:
- diabete gestazionale
- ipertensione
- sospetto ritardo di crescita fetale
- gravidanza gemellare
- precedenti complicazioni ostetriche
In questi casi, il monitoraggio può diventare più frequente per garantire la massima sicurezza per mamma e bambino.
Come si svolge l’esame
Un esame semplice e indolore
L’ecografia del terzo trimestre si esegue per via transaddominale. La paziente si sdraia sul lettino e il ginecologo appoggia la sonda sull’addome dopo aver applicato un gel che facilita la trasmissione degli ultrasuoni.
L’esame dura in media 15–20 minuti ed è completamente indolore. Come definito nel Manuale Metodologico SIEOG (Società Italiana di Ecografia Ostetrico-Ginecologica), i parametri biometrici misurati nel terzo trimestre sono il diametro biparietale (BPD), la circonferenza cranica (CC), la circonferenza addominale (CA) e la lunghezza del femore — utili per stimare il peso e monitorare la crescita del feto. Durante l’ecografia, il medico osserva attentamente anche:
- le dimensioni della testa, dell’addome e del femore
- il battito cardiaco fetale
- i movimenti del bambino
- la quantità di liquido amniotico
- la posizione della placenta
Molte future mamme vivono questo momento con emozione, perché è possibile vedere il bambino ormai ben formato, con tratti del viso riconoscibili e movimenti più coordinati.
Cosa si valuta nel dettaglio
Crescita e peso del bambino
Una delle principali finalità dell’ecografia del terzo trimestre è valutare la crescita fetale. Il ginecologo misura alcune parti del corpo del bambino, come:
- la circonferenza della testa
- la circonferenza dell’addome
- la lunghezza del femore
Da queste misurazioni si ottiene una stima del peso fetale, utile per capire se il bambino cresce in modo armonico.
Questa valutazione consente di individuare eventuali situazioni come:
- ritardo di crescita intrauterino
- peso fetale superiore alla norma (macrosomia)
Entrambe le condizioni richiedono un monitoraggio più attento nelle settimane successive.
Posizione del feto
L’ecografia del terzo trimestre permette anche di capire com’è posizionato il bambino:
- posizione cefalica (testa in basso)
- posizione podalica
- posizione trasversa
Questa informazione è importante perché influisce sulla modalità del parto. Nella maggior parte dei casi, verso la fine della gravidanza il bambino si posiziona spontaneamente con la testa in basso.
Liquido amniotico
Il liquido amniotico è fondamentale per il benessere del bambino. Durante l’ecografia si valuta la sua quantità, che può essere:
- normale
- ridotta (oligoidramnios)
- aumentata (polidramnios)
Eventuali alterazioni possono richiedere controlli più frequenti o esami aggiuntivi.
Placenta
Un altro elemento importante è la placenta. Il ginecologo controlla:
- la sua posizione
- il suo aspetto
- eventuali segni di invecchiamento
Queste informazioni aiutano a capire se la placenta svolge correttamente la sua funzione di nutrimento e ossigenazione del bambino.
Ecografia del terzo trimestre e preparazione al parto
Questo esame rappresenta spesso uno degli ultimi controlli ecografici prima della nascita. I risultati aiutano il ginecologo a pianificare la fase finale della gravidanza.
In particolare, l’ecografia consente di:
- verificare se il bambino è in posizione cefalica
- stimare il peso alla nascita
- individuare eventuali fattori di rischio
In base a questi elementi, il medico può:
- programmare controlli più ravvicinati
- consigliare una determinata modalità di parto
- monitorare con maggiore attenzione le ultime settimane
Per un monitoraggio completo, l’ecografia viene spesso associata a una visita ostetrica, durante la quale si controllano anche la pressione, il peso materno e l’andamento generale della gravidanza.
Serve una preparazione particolare?
L’ecografia del terzo trimestre non richiede preparazioni specifiche. È sufficiente:
- indossare abiti comodi
- portare con sé gli esami precedenti
- arrivare con qualche minuto di anticipo
A differenza dell’ecografia del primo trimestre, non è necessario avere la vescica piena.
Quando contattare il ginecologo prima dell’ecografia programmata
È consigliabile rivolgersi al medico senza attendere il controllo programmato in presenza di:
- riduzione o assenza dei movimenti fetali
- perdite di sangue
- contrazioni frequenti
- dolori persistenti
- gonfiore improvviso e importante
Questi sintomi non indicano necessariamente un problema, ma è sempre importante verificarli con uno specialista.
In sintesi
L’ecografia del terzo trimestre è un esame semplice ma fondamentale, perché consente di:
- controllare la crescita del bambino
- valutare liquido amniotico e placenta
- verificare la posizione fetale
- prepararsi al parto in modo più consapevole
Si tratta di un controllo rapido, indolore e sicuro, che offre informazioni preziose per affrontare con serenità le ultime settimane di gravidanza.
Mi occupo di ecografie e controlli ostetrici in gravidanza a Palermo.

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Sono la Dott.ssa Maria Vullo, ginecologa specializzata in ostetricia, ginecologia e medicina della riproduzione.
Mi occupo della salute della donna in ogni fase della vita, con un approccio basato sull’ascolto, sulla chiarezza e su percorsi personalizzati.







