La certificazione IVG è il primo passo per avviare l’interruzione volontaria di gravidanza. In questo articolo spieghiamo come funziona l’iter, quali sono i tempi previsti dalla legge e rispondiamo alle domande più comuni.
Affrontare il tema dell’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) non è mai semplice. Spesso le donne arrivano alla visita con molte domande, timori e una forte componente emotiva, oltre a dubbi pratici legati ai tempi, ai documenti necessari e alle modalità previste dalla legge.
In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sulla certificazione IVG, spiegando in modo semplice come funziona l’iter, quali sono i tempi da rispettare e quali sono le domande più frequenti che emergono durante il percorso.
Cos’è la certificazione IVG
La certificazione IVG è un documento medico necessario per avviare la procedura di interruzione volontaria di gravidanza secondo quanto previsto dalla Legge 194/1978, che tutela il diritto della donna a interrompere la gravidanza entro determinati limiti temporali.
La certificazione:
- attesta lo stato di gravidanza
- riporta la volontà della donna di interromperla
- consente l’accesso al percorso IVG presso una struttura pubblica o convenzionata
La certificazione può essere rilasciata da:
- ginecologo/a
- medico di base
- consultorio familiare
- struttura sanitaria pubblica
Entro quando è possibile richiedere l’IVG
La legge distingue due situazioni principali:
IVG entro i primi 90 giorni
È la forma più comune. L’interruzione può essere richiesta entro il 90° giorno di gravidanza per motivi di salute, economici, sociali, familiari o personali.
IVG oltre i 90 giorni
È possibile solo in casi specifici, quando:
- la gravidanza comporta un grave pericolo per la salute della donna
- sono presenti gravi anomalie o malformazioni fetali
In questi casi l’iter è diverso e viene valutato in ambito ospedaliero specialistico.
Come funziona l’iter per la certificazione IVG
1. La visita ginecologica
Il primo passo è una visita ginecologica, durante la quale si conferma la gravidanza (tramite ecografia e/o test) e si affronta il tema in modo riservato e non giudicante.
👉 Se vuoi approfondire cosa aspettarti durante una visita, puoi leggere: Visita ginecologica: come si svolge e quando farla
2. Il colloquio e il rilascio della certificazione
Durante la visita:
- la donna esprime la propria volontà
- il medico fornisce informazioni complete sulle opzioni disponibili
- viene rilasciata la certificazione IVG
Il colloquio ha anche lo scopo di offrire supporto e informazione, non di convincere o influenzare la decisione.
3. Il periodo di riflessione
Dopo il rilascio della certificazione, la legge prevede 7 giorni di attesa, salvo urgenze documentate.
Trascorso questo periodo, la donna può rivolgersi alla struttura scelta per effettuare l’IVG.
Dove si può effettuare l’IVG
L’interruzione di gravidanza può essere eseguita:
- in ospedali pubblici
- in strutture convenzionate
- tramite IVG farmacologica o chirurgica, in base all’epoca gestazionale e alle indicazioni cliniche
Le modalità vengono spiegate dalla struttura che prende in carico la paziente.
👉 Informazioni ufficiali sono disponibili anche sul sito del Ministero della Salute.
IVG farmacologica o chirurgica: chi decide?
La scelta dipende da:
- settimana di gravidanza
- condizioni cliniche
- disponibilità della struttura
- preferenza informata della donna
Il medico ha il compito di spiegare i benefici, i limiti e i possibili effetti collaterali, aiutando la paziente a orientarsi in modo consapevole.
Domande frequenti sulla certificazione IVG
Serve il consenso del partner o dei genitori?
No. La decisione spetta solo alla donna.
Per le minorenni sono previste tutele specifiche, che vengono valutate caso per caso.
È una procedura dolorosa?
Le modalità di IVG prevedono protocolli di sicurezza e controllo del dolore. L’esperienza può variare, ma il percorso è sempre seguito da personale sanitario.
Dopo l’IVG è necessario un controllo?
Sì. È consigliata una visita di controllo ginecologica per verificare il benessere fisico e parlare di prevenzione futura.
Dopo quanto tempo posso iniziare una contraccezione?
In molti casi subito, in accordo con il ginecologo.
La consulenza contraccettiva dopo un’IVG è un momento fondamentale del percorso.
👉 Approfondimento: Visita per contraccezione: come scegliere il metodo giusto
Il ruolo del ginecologo: ascolto e supporto
La certificazione IVG non è solo un atto burocratico. È soprattutto:
- un momento di ascolto
- uno spazio sicuro
- un’occasione per ricevere informazioni corrette
Il ruolo del ginecologo è quello di accompagnare la donna con rispetto, empatia e professionalità, qualunque sia la sua scelta.
In conclusione
La certificazione IVG è il primo passo di un percorso tutelato dalla legge italiana, pensato per garantire sicurezza, informazione e rispetto della persona.
Affrontarlo con un medico di fiducia permette di chiarire dubbi, ridurre l’ansia e sentirsi accompagnate in un momento delicato.
Se hai bisogno di informazioni personalizzate o di un colloquio riservato, una visita ginecologica a Palermo può aiutarti a orientarti con maggiore serenità.
Fonti: ISSalute – Gravidanza: controlli, disturbi e suggerimenti

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Sono la Dott.ssa Maria Vullo, ginecologa specializzata in ostetricia, ginecologia e medicina della riproduzione.
Mi occupo della salute della donna in ogni fase della vita, con un approccio basato sull’ascolto, sulla chiarezza e su percorsi personalizzati.







